I primi 5 interventi a basso costo per risparmiare energia in casa

risparmio energetico

di Leonardo Virgili                    

L’80% dell’energia che arriva nelle nostre case viene utilizzata per il riscaldamento; supera il 90% se ci consideriamo anche l’energia per scaldare l’acqua. Illuminazione, elettrodomestici e cottura cibo insieme non superano il 10%.

Nelle case italiane consumiamo molta energia, mediamente da 10.000 ai 20.000 kWh l’anno per ciascuna famiglia. Questa energia può costarci di più o di meno a seconda dei combustibili che utilizziamo. Con il GPL spenderemo annualmente intorno ai 2.000 euro, un po’ meno con il gasolio, mentre con il metano non dovremmo superare i 1.500 euro/anno. Convertire il nostro sistema di riscaldamento con pellet e legna farebbe diminuire la spesa di circa la metà ma questa tipologia di caldaie ci espone maggiormente al rischio di blocchi, rotture e malfunzionamenti.

Se vogliamo rendere la nostra casa un po’ più efficiente e con meno sprechi, spendendo pochissimi soldi, gli esperti concordano su 5 tipologie di interventi.

Dato per scontato che tutti oramai abbiamo sostituito le vecchie lampadine ad incandescenza con quelle c.d. “a risparmio energetico”, consigliando di sperimentare le nuove tecnologie a led e di proporzionarle alle reali esigenze di luce dei vari ambienti, possiamo passare agli altri semplici consigli.

1) Qualora dovessimo sostituire la vecchia caldaia, al momento dell’acquisto della nuova è meglio optare per una caldaia a condensazione che garantisce un maggior rendimento a parità di energia utilizzata in quanto riutilizza i gas in uscita sotto forma di condensazione permettendo un rendimento assai più elevato. Prestate attenzione a non sovradimensionare la potenza della caldaia necessaria perché spesso sono più che sufficienti quelle più piccole.

2) è sempre bene ricordare di spurgare i radiatori dall’aria in eccesso per farli funzionare in maniera efficiente. Qualora i vostri termosifoni siano privi di valvola è bene farne installare una per ottimizzarne il funzionamento. Ovviamente, quando sono accesi non copriteli con tende, mobili o panni.

3) Se per farvi una doccia dovete miscelare con acqua fredda significa che la temperatura dello scaldabagno è troppo alta; perché sprecare energia per portare l’acqua a temperature alte se poi dobbiamo raffreddarla? Provate per tentativi sapendo che, più o meno, la temperatura massima in inverno è sui 60°C e d’estate intorno ai 40°C.

4) A volte basta una semplice ciabatta! Collegate ad una ciabatta più elettrodomestici (ad esempio televisore, lettore dvd, decoder) in modo da poterli spegnere del tutto quando inutilizzati per molte ore. Anche il solo stato di stand-by rappresenta un consumo che a fine anno può incidere sulla nostra efficienza energetica (dicono sui 50 euro per ciascun elettrodomestico se tenuto sempre in stand-by per un anno).

 

5) Un ultimo consiglio, più costoso rispetto agli altri ma assai conveniente, è di produrre l’acqua calda sanitaria con un impianto termico solare. Attenzione, non sono pannelli fotovoltaici ma si tratta di un impianto molto semplice composto da uno o più pannelli (collettori) solari e un serbatoio che può essere facilmente integrato con quello esistente. L’intervento “chiavi in mano” non dovrebbe costare più di 1.500 euro e se c’è un po’ di sole potremmo spegnere la caldaia ad aprile per riaccenderla ad ottobre. Che senso ha bruciare combustibile per farsi una doccia in pieno agosto?

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